L’asma è una malattia grave che colpisce persone di tutte le età, culture e aree geografiche. Sebbene ogni persona possa avere sintomi diversi, la definizione di asma è molto specifica. La malattia consiste in un disturbo infiammatorio cronico dei polmoni caratterizzato da respiro sibilante e corto, senso di oppressione al torace, tosse. Secondo i dati dell’Oms i numeri sono in aumento e si stima che colpisca oltre 235 milioni di persone in tutto il mondo [1] e ne uccida circa 150 mila ogni anno.
Dunque, malgrado a volte venga sottovalutata, è una malattia grave e potenzialmente fatale. In Italia, si stima che ogni anno circa nove milioni di persone si ammalino di allergie respiratorie derivanti dalla presenza di pollini nell’aria e quattro milioni di esse ricorrano a cure.
Nonostante gli sforzi per ridurre la morbilità e la mortalità legate all’asma, la malattia sembra dunque essere in aumento, specialmente tra i bambini.

Cos’è l’asma?

L’asma è una condizione grave che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita di una persona e può portare a lezioni o lavoro persi, nonché a visite non pianificate dal medico o dall’ospedale. Anche se non esiste una cura, è una malattia che può essere controllata, consentendo alla maggior parte delle persone di condurre una vita produttiva e attiva. Conosciuta anche come bronchite asmatica o bronchite allergica, la malattia colpisce i polmoni ed è accompagnata da infiammazione cronica dei bronchi. Le conoscenze iniziali sull’asma erano limitate, ma con i progressi della medicina negli ultimi decenni, le sue cause sono ora più note, così come i meccanismi coinvolti, i nuovi farmaci e i trattamenti emergenti per tenerlo sotto controllo. Tra le cause possiamo annoverare: allergie agli animali domestici, al cibo, alla polvere, agli acari. Altri fattori possono essere fumo di tabacco, inquinamento ambientale, alcuni irritanti chimici. Senza dimenticare possibili effetti collaterali di alcuni farmaci come l’aspirina e altri farmaci antinfiammatori non steroidei e beta-bloccanti.

Gli attacchi di asma

Gli attacchi di asma prevedono questo insieme di sintomi: tosse improduttiva, respiro corto e sibilante, stanchezza, viso sudato, irrequietezza, pianto, a volte prostrazione e vomito occasionale. Tutto avviene perché c’è un ostacolo al libero flusso d’aria nelle vie aeree. I bronchi e i bronchioli, che trasportano l’aria respirata nei polmoni, sono elastici e le loro dimensioni interne aumentano o diminuiscono durante i movimenti respiratori. Durante un attacco d’asma, i bronchi si contraggono (broncospasmo). Inoltre la mucosa che riveste le vie respiratorie si gonfia (edema) e le ghiandole del muco lavorano in eccesso. Allo stesso tempo, c’è un processo di infiammazione delle vie aeree che agisce perpetuando l’irritabilità dei bronchi, mantenendo la crisi e la malattia.
Questi cambiamenti si verificano in alcune aree dei polmoni, mentre le altre zone funzionano bene e cercano di compensare l’ossigenazione nel corpo. Allo stesso tempo, vengono attivati ​​meccanismi di difesa per aiutare a migliorare la crisi e rispondere ai farmaci.

I rischi

Tuttavia, è importante che una crisi sia prontamente curata, poiché i meccanismi di compensazione naturali possono non bastare con il peggioramento della dispnea. Le crisi, pertanto, possono variare in intensità e diventare rischiose. È bene quindi imparare a riconoscere i sintomi iniziali così da ridurre i rischi, prevenendo una crisi grave.
Le convulsioni più gravi, infatti, possono essere prevenute poiché l’ostruzione di solito progredisce per diversi giorni. Questo dà il tempo per effettuare il trattamento prima che la crisi diventi fatale. Le crisi improvvise e rapide, per fortuna, sono rare. Ciò che però può accadere è che il paziente non colga subito i sintomi e il medico non percepisca la gravità.

Cure e trattamenti contro l’asma

I farmaci per la cura o il trattamento dell’asma sono di due gruppi: quelli utilizzati nelle crisi e quelli usati per prevenire le convulsioni. Nel primo caso sono medicinali che mirano a contrastare i sintomi della malattia, quindi parliamo di broncodilatatori e antinfiammatori. Nel secondo caso, invece, il trattamento dipenderà da una serie di fattori, come il tipo di convulsioni.
Quando parliamo di asma ogni persona fa storia a sé e non tutte le crisi sono uguali. La cura, dunque, sarà diversa in ogni occasione. L’importante è seguire sempre le raccomandazioni del medico, che aiuteranno a scegliere il trattamento migliore.

Gli studi scientifici

Il trattamento inadeguato nei pazienti con asma persistente è più comune di quanto non si creda. Questa è stata una delle principali conclusioni degli esperti durante il congresso annuale della European Society of Breath (ERS)[2] tenutosi a Firenze. Si evidenzia quindi come la necessità di strutturare una comunicazione più chiara tra medici e pazienti, sia fondamentale per contenere la crescente epidemia mondiale della malattia.
Un recente studio presentato all’evento è stato un sondaggio italiano che ha incluso 311 adulti e 305 bambini con asma, 100 pediatri, 200 medici di medicina generale e 305 genitori di bambini asmatici. Dei bambini, il 63% ha sofferto della malattia, nonostante abbia riferito di usare farmaci preventivi per inalazione. Nel caso degli adulti, la percentuale sale al 67%. Gli studi hanno dimostrato che l’adesione al trattamento per inalazione è generalmente bassa in particolare tra i bambini, raggiungendo in media circa il 50%. Inoltre, il 60% dei pazienti adulti e il 57% dei bambini hanno riferito di non essere in grado di fare tutto ciò che fanno le persone non asmatiche. Il 56% degli adulti e il 50% dei bambini ha inoltre dichiarato di non poter praticare attività fisica e dunque avere uno stile di vita sano. Il professor Walter Canonica, allergologo del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Genova, ha osservato che esiste una discrepanza tra ciò che i medici pensano e la realtà vissuta dai pazienti.

Asma infantile

Nell’ambito dell’International Study of Asthma and Allergies in Childhood (Isaac) è stato effettuato nel nostro Paese lo studio Sidria (Studi Italiani sui Disturbi Respiratori nell’Infanzia e l’Ambiente)[3]. A questo studio hanno partecipato 20.016 bambini di 6-7 anni, e 16.175 adolescenti di 13-14 anni, frequentanti rispettivamente la prima e seconda classe in 235 scuole elementari e la terza classe in 175 scuole medie inferiori. I risultati dello studio dicono che la prevalenza di asma durante il corso della vita è risultata pari al 9,3% tra i bambini e al 10,3% tra gli adolescenti. La frequenza di sibili respiratori correnti (nei 12 mesi precedenti l’intervista) è risultata, invece, dell’8,4% e del 9,5% rispettivamente nelle due fasce di età. Le prevalenze di rinite allergica e di eczema (durante la vita) risultano pari, rispettivamente, a 12,3% e 15,9% nei bambini e a 20,9% e 11,9% negli adolescenti.

La cura a base di corticosteroidi

I corticosteroidi sono un gruppo di ormoni secreti dalla corteccia surrenale. Possono essere assunti per via orale o per inalazione, e vengono usati per trattare le allergie gravi. Sono oggi uno dei rimedi più efficaci disponibili per il trattamento dell’asma. Riducono l’infiammazione e le risposte del sistema immunitario agli allergeni a cui la persona è sensibile. La conoscenza sull’asma evidenzia come si tratti di una malattia infiammatoria cronica. Questo ha giustificato la crescente e precoce somministrazione di corticosteroidi come trattamento preventivo per i bambini. Questi farmaci sembrano aver dimostrato di essere efficaci, indipendentemente dalla gravità dell’asma. Il loro uso precoce è associato alla prevenzione dei cambiamenti strutturali e al controllo di sintomi. Una cura per più di tre anni può prevenire per lungo tempo (anche fino a sette anni[4]) l’insorgere della malattia nei pazienti predisposti.

Controindicazioni dei corticosteroidi

Tuttavia, diversi studi hanno associato il trattamento con corticosteroidi, in particolare beclometasone dipropionato (BDP), a un ritardo della crescita.[5]
Questo anche nel caso di uso in dosi considerate sicure (inferiore a 400 mcg / giorno). Tra le molte cause del ritardo della crescita ci sono: malattie genetiche, problemi nutrizionali, disturbi ormonali e malattie croniche. Tra questi, l’asma è identificata come una causa significativa per questi fenomeni di bassa statura nei bambini. Nella popolazione in generale, la prevalenza di bassa statura va dal 2 al 3%. Nei pazienti allergici, in particolare gli asmatici, può variare dal 2 al 10%.
Sono state avanzate diverse ipotesi per spiegare questo disturbo dello sviluppo nei pazienti asmatici. Oltre al trattamento con corticosteroidi, altri possibili fattori indicati dai vari ricercatori come responsabili di tale ritardo sono: durata dell’asma, età di insorgenza, presenza di alterazioni anatomiche. Ad ogni modo, sono ancora necessari ulteriori studi per identificare meglio il vero ruolo dei corticosteroidi per via inalatoria nel ritardo della crescita osservato in alcuni pazienti.

Fonti

  1. Chronic respiratory diseases – Organizzazione mondiale della Sanità (in inglese)
  2. European Society of Breath (ERS) – Chronic respiratory diseases (in inglese)
  3. Studi Italiani sui Disturbi Respiratori nell’Infanzia e l’Ambiente – Istituto superiore della Sanità
  4. Ulteriori informazioni su allergia ai pollini, rinite e asmaEuropean Academy of Allergy and Clinical Immunology
  5. Bassa statura e difetti di crescita – Ospedale pediatrico Bambino Gesù

Pubblicato da Stiledivitasano

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