Spesso ci chiediamo cos’è l’amore e cosa succede al nostro corpo quando ci innamoriamo. In estrema sintesi, la risposta è semplice: il nostro cervello sperimenta una grande alterazione ormonale. Si può a ragion veduta parlare di una vera e propria valanga di ormoni, che ci fa sentire ogni sensazione con maggiore intensità. In particolare, uno degli ormoni soggetto a un grande aumento è l’ossitocina, noto anche come ormone dell’amore o della felicità (lo stesso generato dalle risate). Si tratta di un neuropeptide prodotto dall’ipotalamo che è coinvolto nei processi del piacere, dell’apprendimento e della memoria, nonché nel comportamento materno e sessuale.
L’amore produce anche un aumento degli ormoni sessuali come estrogeni o testosterone, oltre che dell’adrenalina, la quale fa battere il cuore più velocemente. Ciò ha conseguenze sull’intensità con cui proviamo, tra gli altri, i sentimenti di eccitazione ed euforia.

Cos’è l’amore?

Ci sono diverse spiegazioni su cos’è l’amore, molte derivano dal mondo filosofico, artistico e letterario, altre sono invece basate sulla biologia. Facendo una sintesi, possiamo ad ogni modo definire l’amore come l’unione di tre componenti. La passione, il romanticismo e l’amicizia. La prima è legata alla gratificazione sessuale. Il secondo all’idealizzazione della persona amata. La terza alla sensazione di familiarità, calma e benessere che ne deriva dalla sua compagnia. L’amore è, quindi, in sintesi grossolana, una combinazione equilibrata di questi tre fattori, che influenzano il funzionamento del cervello.

L’amore è come una droga

In maniera più cinica, alla domanda “che cos’è l’amore” potremmo forse rispondere, sbrigativamente, una droga. Quando ci innamoriamo, infatti, il nostro corpo produce sostanze che creano benessere. Questo significa che il nostro cervello si comporta come farebbe con qualsiasi sostanza che crea dipendenza: non possiamo pensare a nient’altro che alla persona amata e ci sentiamo male quando non stiamo vicino a lei.
Ciò accade perché l’innamoramento attiva il sistema di ricompensa del cervello nello stesso modo in cui farebbero alcune droghe che creano dipendenza. In particolare, l’innamoramento attiva l’area tegmentale ventrale[1], una regione molto importante nel sistema di ricompensa, in cui si trovano le cellule dell’area A10. Queste iniziano il processo di produzione di dopamina e altri trasmettitori che raggiungono quindi il nucleo accumbens [2]. Questo nucleo è una regione del cervello conosciuta anche come il centro del piacere, ed è più attiva nelle persone innamorate. Questo vale anche per l’insula, un’altra regione del cervello responsabile delle emozioni, e che assegna valore alle attività piacevoli [3].
Queste però sono anche le aree attive nelle persone dipendenti da droghe come la cocaina o l’eroina [4].
Il contatto o la semplice associazione con la persona amata, attiva il sistema di rinforzo dopaminergico del cervello, causando un desiderio incontrollabile di rimanere con essa. Ed è questo che causa comportamenti molto vicini ai meccanismi ossessivo-compulsivi tipico delle droghe.

Amare con il cervello

Le fasi dell’amore sono in grado di creare mutazioni nel nostro cervello. Questi cambiamenti possono essere percepiti attraverso una risonanza magnetica funzionale, che, quando ci innamoriamo, mostra una grande attività proprio nel centro di ricompensa del cervello. A conferma della relazione tra l’attività e l’innamoramento, arriva il dato opposto: quando un amore finisce, la stessa attività cerebrale segnala un netto calo.
Le attività che si generano dall’innamoramento sono in grado di sconfiggere sintomi come ansia, stress e depressione. Di contro, quando un amore termina, la mancanza di queste attività è in grado di generare questi stessi sintomi.

L’amore può durare tutta la vita?

Secondo uno studio pubblicato sul prestigioso Journal Social Cognitive and Affective Neuroscience [5], l’amore può durare più a lungo di quanto non si creda. I ricercatori hanno scoperto infatti le stesse somiglianze tra il cervello di persone innamorate da poco, e quello di coppie insieme già da molti anni.
In particolare, l’attività del nucleo tegmentale ventrale ha mostrato per molto tempo una grande attività di risposta alle immagini della persona amata, rispetto a quella causata da foto di amici o altre persone in generale. Ecco perché, contrariamente a quanto comunemente accade, ci sono alcune coppie che restano innamorate per molto tempo.

Fonti

  1. Love and the Brain – Harvard Medical School (in inglese)
  2. Conoscere il cervello: il nucleo accumbens – Psicologi Italiani
  3. Insula e comportamento – Neurofisiologica, Università di Genova
  4. Alterazioni dei circuiti mesocorticolimbici nei consumatori cronici di cocaina evidenziati da uno studio di resting-state fMRI – Dipartimento per le Politiche Antidroga
  5. Neural correlates of long-term intense romantic love – Journal Social Cognitive and Affective Neuroscience (in inglese)

Pubblicato da Stiledivitasano

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